Insufflazione vaginale - Ozonoterapia contro le infezioni vaginali - Poliambulatorio Neos Med Milano Navigli

Ossigeno ozonoterapia vaginale

la nuova frontiera per la cura delle vaginiti.
Come dicono gli ossigeno ozono terapeuti “Ciò che non può il farmaco può l’ossigeno ozono”.
L’ozono è un gas derivato instabile dell’ossigeno, con straordinarie capacità battericide, fungicide antinfiammatorie e analgesiche.  Attualmente viene utilizzato in molteplici campi specialistici, (dall’ortopedia alla terapia del dolore, dalla terapia delle ulcere alla demenza senile) con ottimi risultati anche nel campo dell’uroginecologia.

L’antibiotico resistenza e l’attuale uso spropositato di farmaci e antimicotici ha certamente determinato un ostacolo nella cura di svariati tipi di infezioni, determinando un cambiamento delle comuni vaginiti in forme più aggressive a difficilmente trattabili con terapia medica.

L’azione antibatterica, antimicotica e antivirale  dell’ozono può rappresentare una valida alternativa alle comuni terapie mediche, diventando una terapia dell’elezione nelle vaginiti recidivanti o farmaco resistenti. Sicura, economica, priva di effetti collaterali, veloce nell’efficacia, l’ozonoterapia vaginale è caratterizzata da ottimi risultati che la paziente può sperimentare subito dopo la fine della seduta con la riduzione delle eventuali perdite vaginali e dei sintomi irritativi quali prurito e bruciore. L’azione antibatterica è determinata da un altissimo potere antiossidante e dall’effetto di rottura delle membrane cellulari dei microrganismi patogeni.

Inoltre l’ozono determina un’importante riattivazione della circolazione fondamentale per una rigenerazione dei tessuti lesi e un effetto immunostimolante che velocizza il processo di guarigione della mucosa vaginale.

Secondo protocollo Sioot (società scientifica ossigeno ozono terapia) l’ozonoterapia vaginale è praticata mediante insufflazioni vaginali di ozono. Il protocollo prevede tre sedute della durata di circa 4 minuti eseguite a un massimo di una settimana di distanza l’una dall’altra. La seduta è assolutamente indolore per la paziente e priva di effetti collaterali.

Quante applicazioni servono? “Dipende dal tipo di patologia e dai diversi casi. Si parte da un minimo di tre sedute da effettuare a giorni successivi o alterni. Dopo il trattamento è opportuno, ripristinare la microflora vaginale con una crema o con ovuli a base di lattobacilli”. Ci sono controindicazioni? “Il trattamento non è indicato in presenza di ipertiroidismo, gravidanza, ipoglicemia, favismo, ma è praticabile su donne che hanno avuto un tumore perché, come spiegavo prima, può servire anche a curare la secchezza vaginale che può comparire dopo la chemioterapia”.